venerdì, 18 aprile 2008

strana infertile madre gallina

dissemino sentieri di sassi

come uova di lavagna

partoriti da ventre d'angoscia

usciti da una bocca vagina

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domenica, 27 gennaio 2008

mi riguardo

con ginocchia di burro su stinchi di gesso

mentre con unghia affilata incido la sua gola

collier di rubini

infilando uno a uno

le piccole perle

dei linfonodi

per snocciolarli

come piccoli rosari rossi

affinchè la preghiera sia esaudita

e sia risparmiata la gemma maledetta

da appendere al collo

come una sentenza.

                                                          

 

postato da: Gloria_73 alle ore 22:50 | link | commenti (16)
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giovedì, 08 novembre 2007

e mentre ti guardavo

i tuoi occhi sono esplosi

in mille farfalle multicolori

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venerdì, 19 ottobre 2007

Nel cuore Lorenzo un figlio mai nato

che vive nella dimensione del sogno

di colloqui psichiatrici

nuvole di flanella

nelle quali è cullato

piccolo embrione d'amore

pianto da grandi occhi verdi

di padre agognato.

E  lo tiene per mano

consapevole follia

che gli dona sorrisi candidi

di denti bianchi

nonostante il fumo

perchè colpisce presto

le anime nobili

i cuori che volano

i padri che sognano.

postato da: Gloria_73 alle ore 18:01 | link | commenti (4)
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venerdì, 05 ottobre 2007

incido i tuoi sguardi sulla mia pelle

a punto intaglio

con un piccolo punteruolo

e li cucio

colorandoli di rosso

a piccole stille

come spille

perchè vecchia

voglio essere il mio telaio

e ricamarti ancora

su pelle grinzosa

tra rughe scavate

come una puttana vergine di culo

che mantiene il suo piccolo segreto.

postato da: Gloria_73 alle ore 11:05 | link | commenti (3)
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giovedì, 06 settembre 2007

dipingerò le mie pareti d'azzurro

del cielo

e dell'acqua

perchè entri

bruciante nei miei alveoli

a riempire la mia cassa toracica

perchè nell'oblio c'è pace

una pace vile

di chi lascia e s'arrende

di fronte al male

che non può combattere

perchè nelle proprie carni

intriso nel sudore della fronte

che racchiude il cervello.

                                     

ma ci vuole fegato a morire.

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venerdì, 03 agosto 2007

ti facesti donna tra i filari d'orto

femmina bambina

barattata per una fiasca di vino

scommessa ritortasi contro.

                                                         

e per sei volte rompesti e rinnovasti quel sigillo

di carne e sangue

anelli  di una medesima catena

destinata a spezzarsi in età adulta.

                                                                      

ora anziana non c'è più telaio che tessi i tuoi ricordi

ma matassa intricata

di fili sovrapposti

ognuno sgargiante e prezioso

come sei tu

senza tempo e spazio

per me che ti amo

io tuo terzo gradino

cuore del mio cuore.

                                                                                               

ed assieme a te seduta

raccolgo quei fili

senza cercare capo o coda

perchè le emozioni nn hanno spazio

nè tempo

vanno raccolti come frutti

maturi

sparsi su rami gravidi.

 

 

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venerdì, 20 luglio 2007

la foto che voglio scattare ora raffigura me stessa. Perchè un giorno io passi di qui e possa leggere. E ricordare.

Ora mi sento felice.

Non perchè io abbia un amante che mi faccia impazzire, oppure un amore straziante ( come al solito distinti ), ma mi beo del mio quotidiano.

beare assomiglia un po' a belare. Casualità ?

in questo momento , finalmente, mi contorno di persone che mi assomigliano, nn ho + bisogno di implodere la mia personalità .

tutto grazie ad un volantino, che ho letto e fatto mio,stranamente agendo.

tutto da ottobre, da quel corso di arabo. E ci siamo incontrati, strani e affini, come in una chat room. reale.

ed è bello, poter ridere e vedersi, passare i proprio tempo, tra fumate di narghilè, poesie, farfugliamenti di clodomiro, letture di Miira, che aspetta il suo Ali, separata da un oceanico mediterraneo. E Nadia, col suo Diamante Nero togolese, che sbalordisce per il suo humor e la furbizia, il più elegante di tutti, che si concede , allegramente. Ed ora anche Andrea e Cristina, con la loro casa piena di bonsai  e piante allevate con le radici in acqua, lievemente maligne,ed i  suoi quadri appesi ovunque, ed il portone indiano a far da tavolo. El a sua valigetta per le canne, così dievrtente ed organizzata, e i digiridù che suoniamo assieme, anche se io nn ho fiato , anche se sembrano quasi scorregge. E Marco , che a volte c'è , a volte no, ma che mi lascia libera, senza sensi di colpa, tanto raccontarsi tutto è bello.

è questo il mio luglio 2007.

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venerdì, 06 luglio 2007

 

piccoli gnomi ridenti

balzellanti

mi tirano le gonne

di berbera

e le mie catene musicano al collo

mentre rido e danzo

con occhi  e denti

col cosmo è nella mia bocca

e le amarezze

un piccolo piercing

al buco del culo

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venerdì, 08 giugno 2007

amami

con pelle di vetro

con sangue di rame

con sperma di stagno

fuso

che sia una tempesta cerebrale

un orgasmo di occhi e cervello

ma nn sperare

che il mio cuore non lo senta

che la mia pelle non vibri

perchè non mi serve bocca per succhiarti

o lingua per baciarti

o gambe per contenerti.

uscirai comunque da me a fiotti.

impetuosi.

 

 

 

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venerdì, 01 giugno 2007

e siamo così

ormai indissolubili

come rose selvatiche su vecchi muri

di mattoni rossi

sui quali batte un sole giallo

di un pomeriggio estivo

vecchi cascinali testimoni di un  tempo

trascorso e mai passato

scolpito nella mente

dipinto nel calore del sangue

e nel sale dell'attesa

nel marrone dei tuoi occhi

nel nero dei tuoi capelli

ricci tra le mie dita

morbidi  rovi rampicanti

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martedì, 15 maggio 2007

Laccai le mie unghie di viola

e dello stesso viola dipinsi le mie labbra

tracciandone i contorni

con matita nera.

                                                     

Ghirlande di gelsomino sui miei seni

perchè l'erba si mescolasse al fieno,

nei sapori e negli odori

e una lunga collana di pietre a cintura

bassa sui fianchi

ad indicarti la mia via.

                                                        

E mi prendesti con calma

sfogliandomi come un libro sacro

tra le mie molte pagine

finchè  appassì l'ultimo fiore

finchè la rugiada si fece brina dietro le mie ginocchia.

                                                            

E non ci fu inverno

e non ci fu estate

solo corpo da vivere

occhi in cui ardere

lenti

nelle nostre braci

come piccoli cuori di pietra ollare.

 

 

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categorie: poesia
mercoledì, 09 maggio 2007

piccole isole vagano

nell'oceano che tuo ventre

contenne mia madre.

isole vagabonde

come iceberg

senza rotta

ti culleranno

con un rosario tra dita intrecciate

ed un abito blu

che si intona sempre all'occasione.

e nella mia mente Prospettiva Nievsky

per te

che ricamasti alla finestra

che rammendasti alla luce fioca

"di candele e lampade a petrolio".

E  quella vecchia casa di mattoni rossi

con le imposte scrostate

ed il granaio pieno di tesori

e di vecchie brocche ed orinali,

e la superficie plumbea della laguna e dei ghebi

che la attorniano come un collo di pelliccia

un po' consunta... un po' fuori stagione, ormai.

 

 

 

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categorie: poesia
mercoledì, 02 maggio 2007

la mia carne è carne solo nella tua carne

e mi fluisci impetuoso

dall'nterno delle viscere

sgorgando immenso dalla mia bocca

come  io fossi la tua fonte e la tua foce

tu come tempesta interiore

spessa materia

mia luce e  mia  acqua

mio fiume

dal quale misera attingo .

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venerdì, 30 marzo 2007

raccolgo le tue gocce

come piccole perle

e ne faccio collana da portare in vita

perchè prezioso è il mio cilicio

che frusta le mie labbra

che accarezza i miei seni.

 

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categorie: poesia
giovedì, 15 marzo 2007

حبس

come estatica errante ti vedo

io Mira

tu Scuro

mentre sbarre di sabbia offuscano i tuoi occhi

vincoli terreni e futili

come confini dell'anima.

La mia grata è un voto

che lucido con olio di mandorla

mia prigione

mia culla.

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venerdì, 02 marzo 2007

www.artee..it by clodomiro colonna

 

fibre di vimini intrecciate

i miei pensieri si compongono

come ceste cariche di frutti maturi.

ed io attendo di essere colta

da mani robuste

mio contadino sapiente

di terra

di corpose zolle

perchè il mio desiderio sia creta

perchè di te mi possa plasmare

come grezza massa

rutilante sul tuo tornio.

 

 

 

 

 

 

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domenica, 11 febbraio 2007

di clodomiro colonna- www.artee.it

  

 

e le tue parole sono cadute sulle mie spalle

 

come fresca acqua di cascata

accarezzandomi le soppracciglia

e le palpebre

che ho cercato di tenere dischiuse

perchè tra le mie dita

ti trasformassi in petalo di tulipano

in morbida argilla

lieve

per modellare le mie costole

per dare vita alle mie reni.

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categorie: poesia
mercoledì, 07 febbraio 2007

 

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venerdì, 19 gennaio 2007

Piccoli nodi

districo

come nidi di paglia

giunti al pettine della mia coscienza

e mi chiedo

mai paga

forse solo sopita

quale altro confine stia lambendo la mia anima

e

perchè le tue ginocchia mi tornano alla mente

e la setosità dei tuoi jeans

che avvolgono le tue coscie

e il mio gesto mentre ti tocco

e tu forse non mi scorgi

oppure mi stai solamente aspettando

perchè temo che la nostra sia solo questione di tempo

prima che tutto si compia

attraverso i soliti riti

e la pelle fusa

e il cuore che lacrima.

Ma io nn voglio questo.

Lascia solo che ti lambisca

con lingua di tartaruga

con sguardo di gatta randagia.

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categorie: poesia
sabato, 30 dicembre 2006

Finalmente l'ho visto.l'ho rionosciuto dentro di me , questo macigno verde, di pietra scalpellata e ovale, del colore della bile e del sapore di tristezza e senso di colpa, che sta al posto del mio stomaco, che opprime le mie viscere e schiaccia il mio utero, mia pietra miliare, mia eredità.

E' il dolore di mia madre, che io possiedo come mio, eredità concessami come una malattia, genetica , dalla quale nn ho scampo.

E  nn capisco perchè mi sono fatta carico di questo, perchè tutto questo è in me senza che io ricordi il momento del contagio.

Ma  ora comprendo per quale motivo nn vi sia altro spazio nel mio grembo: perchè il mio corpo è occupato da questo alieno indesiderato

Leii ancora viva e vicina non può rispondere a domande che non so formulare, perchè nemmeno io comprendo tutto questo. Sento ma non  capisco.

Sono incinta di un masso verde , gravida dei silenzi di mia madre.

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mercoledì, 27 dicembre 2006

buone feste

miaooo ;)

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venerdì, 22 dicembre 2006

2 parole su welby.....

La morte di Welby non è un caso di eutanasia.
Questo ho pensato dall'inizio. Le ragioni sono semplici:

1.  non era  terminale ( le condizioni fisiche erano precarie, indubbiamente, ma non instabili) ;

2. era in grado di intendere e volere ed esprimere le proprie necessità e volontà chiaramente, situazione inusuale per un malato sul quale si stia discutendo dell''opportunità dell' eutanasia ( di solito iniziativa dei parenti ).

proprio questa CAPACITà DI ESPRIMERSI (e non solo di intendere e volere ) pone Welby nella condizione di avvalersi dell'articolo 32 della costituzione, che vieta la prestazione di qualsiasi atto medico e/o terapeutico verso persone non consenzienti ( unica eccezione  il t.s.o. , in casi ben specifici e con modalità esecutive assolutamente codificate ).

Welby, quindi , è stato solamente un uomo che ha deciso di imporre la propria volontà come era di suo diritto.

Certo, questo celava una conseguenza ben nota, ma probabilmente se ne è dovuto assumere tuttte le responsabilità in modo formale.

Questo , quindi, non è un caso di eutanasia, ma di sospensione di un atto terapeutico per volontà del paziente o , megio ancora, la non somminisrazione di una terapia ( ventilatoria in questo caso ) per mancato consenso del paziente. Che poi questo fosse immobile in un letto attaccato ad un respiratore, oppure un calciatore in uno spogliatoio, o un semplice paziente in una corsia, è indiferente.

L' eutanasia riguarda persone che non sono in grado di esprimere la

Queste semplici considerazioni non intendono sminuire la drammaticità di una scelta, comunque, così estrema e sofferta, sulla qualle si può essere o meno d'accordo, ma va comunque valutata con rispetto. A capo chino.

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martedì, 12 dicembre 2006

e così rimarrai tu

mia unica pelle straniera,

questo volevo dirti e nn ho detto

mentre guardavo il tuo collo

per imprimerlo nella mia mente per sempre

perchè è finito il tempo dell' oblio

della passione cieca

nella quale ho intinto le mie tele

e colorato le mie dita

affondate nel tuo inchiostro

rosso del mio sangue

azzurro opaco dei tuoi occhi.

                                                

                                                      

                                                     

 

ed eri bambino tra le mie braccia

ed eri dolce nell' addio

ed eri uomo in quell'ultimo bacio....

 

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giovedì, 07 dicembre 2006

il tempo scorre

sabbia di douze

tra queste dita senza unghie

e il tuo sorriso d'oasi mi giunge

spezzato

come  ala che sorregge un peso troppo greve

e cede

maldestra

dolorante.

tu mio piccolo sole rosso rimani

e ricomponi queste piume

che siano tuo giaciglio

tua coltre

sulle quali tu ti possa riposare

inconsciente

come sei sempre stato

cuore del mio cuore

anima di là del mio corpo.

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categorie: poesia
sabato, 25 novembre 2006

e tu ti avvicini al mio cuore

come un piccolo uncino

e ti aggrappi ad esso

sottile e ricurvo

e ti incarni

affinchè piccole gocce di sangue

sgorghino a rivolo

piccoli rigoli rossi

sottili e caldi

come piccoli baci dati sulle ciglia.

e io ti accolgo appuntito

nel mio stupido cuore

e mi cospargo  di questa sottile pioggia rossa

che è tuo segno

vivo.

 

 

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domenica, 19 novembre 2006

di una madre e del figlio

e così

con la rugiada tua maschera

di quel carnevale ambrosiano

hai squarciato il ventre di tua madre

ripartorito nel Nulla

dove solo il sogno può arrivare

anche se più denso del sangue

denso come il vuoto

del suo torace

al quale si aggrappano le vesti

ormai drappi cenciosi come sipari

a nascondere un dolore tangibile

denso nella sua grandezza

e lungo

come la corda al quale ti sei appeso.

 

 

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lunedì, 06 novembre 2006

stasera brevemente ti ho abbracciato

tra le circonvoluzioni del mio encefalo

ed il tuo ricordo era accovacciato

a gambe e braccia incrociate

come un bambino sull' albero

del mio corpo calloso.

e tu beffarda sinapsi

hai preso la densità del plasma

e della liscia cute

sotto le mie dita

ed ho potuto assaporarti

con questa lingua di Nulla

e far si ke le mie ciglia ti accarezzassero

e che tu fossi morbido

guizzante e sfuggente

amore tra le mie braccia

anguilla tra le mie reni.

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lunedì, 30 ottobre 2006

 

una strana normalità pervade la mia vita

tra nuovi caratteri arabi scritti alla rovescia su fogli a quadri,

una piccola gattina che mi lecca gli occhi

e uno strano senso di appagatezza

lontano

come una leve nebbiolina rosa che offusca i miei occhi

che accarezza le mie palpebre

che ammutolisce  spessa

familiari urla metalliche

che lontane echeggiano nel mio stomaco.

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domenica, 22 ottobre 2006

ho rosicchiato queste unghie

sperando di arrivare alle ossa

perchè potessi veder il rosso

del mio sangue

che mi dicesse che sono viva

                                            

e con il mio sangue ho tinto i miei capelli

e segnato le mie guance

come pellerossa

perchè questa è guerra

perchè voglio essere viva

perchè voglio una prova

che non sono morta

senza accorgermene

e che questo nn è l'inferno.

postato da: Gloria_73 alle ore 23:15 | link | commenti (7)
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